Gibson e Lansdale. Matrici di futuri odierni

cfa89a20f05d6abc1372c341bdfcc4fd.jpg060c9a208f30c97fd5f541a488a59ce6.jpgWilliam Gibson e Joe Lansdale al Festival Letterature
 
Matrici di futuri odierni
 
di Livia Bidoli

William Gibson approda a Roma per la seconda volta dopo trenta lunghi anni. E’ stato il primo a coniare il termine cyberspazio diffondendolo con il suo romanzo Neuromancer, dove il linguaggio della fantascienza si fa vettore di un corpo umano prostatico, dove gli organi umani vengono assimilati e coadiuvati da tecnologie e organi di natura cibernetica. Originario del Sud Carolina, ora di stanza a Vancouver in Canada, ha edito Neuromancer nel 1984 mentre il termine è comparso per la prima volta in una raccolta di racconti dove figurava anche Bruce Sterling e intitolato Burning Chrome.

Autore di sceneggiature per film come Alien III, Johnny Mnemonic e Monalisa Overdrive, ha portato un racconto apologetico e probabilmente profetico di una sua ultima confessione in trance (le sue parole) dei suoi numerosi peccati, evento che gli capita all’incirca ogni dieci anni ed il cui titolo è sintomatico Il flusso del silenzio, l’insistenza dell’oblio.

Inventore di un altro termine che, oltre al successo per i fratelli Wachowski, è attualmente il sinonimo per virtual reality ovvero Matrix, Gibson spiegava nei seguenti termini il cyberspazio: “una consensuale allucinazione sperimentata quotidianamente da miliardi di persone”. Per iniziare infatti sarà proiettata una sequenza dal film Matrix. L’ultimo romanzo di Gibson è Guerreros edito in Italia da Mondadori.

La serata d’apertura del Festival delle Letterature, il 27 maggio è quindi dedicata alla narrativa “punk” o derivata, Gibson come cyberpunk e Lansdale invece splatter punk nella limitata etichettatura vigente e seguendo il significato più addotto di provocatorio ed innovativo, di sorgente spuria. Fin dentro le viscere di una narrativa verace che riflette la società americana senza apologie, Joe Lasndale si presenta con la riedizione di un romanzo del 1986, Dead in the West (La morte ci sfida, Fanucci). Un reverendo dotato di una calibro 36, violento e maligno mentre insegue zombie e peccatori. Cresciuto grazie ad una copiosa dose di fiction e cinema pulp, amante di Dick (in particolare The man in the High Castle, La svastica sul sole) e texano puro, dipinge con tratti purpurei, ovvero sanguinolenti, la diatriba tra un bene che si confonde col male e viceversa, come in Act of Love, Mucho Moyo o l’ultimo Leather maiden. Il racconto che Claudio Santamaria leggerà sarà The Shadows, kith and kin (Le ombre, amici e parenti).

Plagiato nelle versioni cinematografiche dei suoi libri, come Gibson, Lansdale è al contrario di quest’ultimo grande estimatore di Dick mentre Gibson, seppure con nostra inaudita perplessità, preferisce la modalità paranoica di un Thomas Pynchon, agli universi malinconicamente alterati di Dick, a parte The Man in the High Castle, per cui condivide la preferenza accordata da Lansdale. Di Dick Gibson non sopporta “lo stridulo e acuto lamento” (cito testualmente) che probabilmente ha ascoltato da vicino, essendo Dick morto proprio nel 1982, due anni prima dell’esordio del primo narratore cyberpunk. Per Lansdale oltre a Dick, e a tutta la narrativa horror e weird (strana, insolita, come la rivista Weird Stories dove pubblicava Lovecraft ricorda), l’influenza maggiore è stata quella di Flannery O’Connor, scrittrice emancipata del sud e sul sud, dove illusioni e percezioni limitate, soprattutto nel campo della religione, lasciano ampio spazio ad una sardonica e grottesca ironia su di essa e sul fallimento della secolarizzazione.

Condita dalla musica elettronica e ibrida di Martux_M aka Maurizio Martusciello, la serata nella Basilica di Massenzio di stasera, aprirà il Festival in una suggestiva incorporazione tra futuro non ancora antologizzato e antichità fantasmatiche che, come le parole di Gibson affermano: “ruotano amalgamandosi in strane fluttuazioni tra il proprio presente e suggestioni di un passato appena risorto”.

 
LETTERATURE
7° Festival Internazionale di Roma

Basilica di Massenzio (Via dei Fori Imperiali)
20 Maggio – 19 Giugno 2008
Inizio spettacoli dalle ore 21.00
 
martedì 27 maggio
WILLIAM FORD GIBSON
JOE RICHARD LANSDALE

legge Claudio Santamaria
suona Martux _ M aka Maurizio Martusciello
Gibson e Lansdale. Matrici di futuri odierniultima modifica: 2008-05-27T12:20:00+02:00da liviabi
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