Il mio paese

791d2bf49f397e17343a065441b6535c.jpgIl mio paese

Appunti di lotta interiore ed esteriore

di Livia Bidoli

When there’s no future how can there be sin
We’re the flowers in the dustbin
We’re the poison in your human machine
We’re the future your future
Sex Pistols, God save the queen

Ho scritto questa lettera ad una delle tante menti e corpi dotati ed ispirati di questa nostra bella patria, poco prima che partisse per l’estero perché qui, senza raccomandazioni e favori, vieppiù se si è capaci, non si riesce a lavorare.

Questo vale per chi si è dovuto rifugiare all’estero non per un posto speciale, per ciò che gli spettava piuttosto, artista, scienziato, o laureato.
Conosco fin troppe persone in queste condizioni, compresa me, e non voglio più sentire questa vecchia, indegna verità.
Che in Italia riescano solo gli imbecilli deve (ritornare ad) essere solo una storia.

Una riflessione prima di votare. Non mi interessa per chi votiate oppure se non votate, mi interessa che di questo siate convinti e che riusciate a discernere tra “tutto l’inferno quello che inferno non è” (Italo Calvino), ed in fondo che, anche solo per un attimo, siate un poco Joe Strummer.

 

L’ortografia è volutamente lasciata a se stessa, altro quello che conta.


“io non sono pronta ad andarmene ed inoltre la ritengo una sconfitta.

io NON voglio andarmene da questo paese che è il MIO paese.


io voglio fare qualcosa QUI e non altrove.

 

l’unico altrove che mi piace è la poesia, non intendendo solo la poesia ma tutto quello che è POESIA:

di qualsiasi manufatto si tratti.

Per me l’arte è artigianato, è vibrante forza che si imprime nella mente per trapassare negli arti,

un assolo di grazia e non voglio farlo fuori di qui.

non voglio scappare. non voglio lasciare agli sciacalli la mia patria. la mia città che adoro con tutta me stessa, in ogni andito di lei si nasconde purezza, in ogni luce riflessa una beltà che profuma di secoli rabberciati in un lumino che unicamente sconquassa con la sua debole luce ogni minima avversità

io, questo, fuori di qui non l’ho mai trovato.

non voglio canccellarmi per la volontà di qualcun altro.

preferisco morire.

non trovo giusto tutto questo ma non ho più il mito del fuori.

sei uno straniero, sempre

ed io lo so che lì, parlo della perfida Albione

rispettano la qualità (non tutti, sono ad un livello, nella media, infinitamente più basso del nostro)

ed inoltre ho di recente conosciuto un ragazzo che è tornato qui proprio da Parigi, dopo dieci anni:

non sopportava più la mancanza di sole,

e soprattutto, si sentiva solo, questo non lo dice ma io lo so (me l’ha detto il padre)

e l’ho capito

insomma: un breve periodo si, lungo no

non mi voglio arrendere. voglio trovare nuove soluzioni.

lo so che ci sono.

bisogna lottare, essere determinati, spietatamente determinati. mai cattivi. freddi si, e bisogna fare la cernita

e ricordarsi sempre che ti aiuterà soltanto chi è meglio o è al tuo livello

gli altri ti invidiano e cercano di distruggerti.

non so con chi sto parlando, se con te o con me.”


Photo Livia Bidoli – Villa Gregoriana (Tivoli)

Il mio paeseultima modifica: 2008-04-13T07:00:00+02:00da liviabi
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