L’oro delle tigri di Borges

L’oro delle Tigri
di Jorge Luis Borges, East Lansing 1972

Fino all’ora del tramonto giallo
quante volte avrò guardato
la poderosa tigre del Bengala
percorrere su e giù il tragitto prefissato
dietro le grosse sbarre,
senza sospetto ch’erano il suo carcere.

Altre tigri sarebbero venute poi,
quella di Blake, di fuoco;
altri ori sarebbero venuti,
il metallo amoroso che era Zeus,
l’anelito che ogni nove notti
genera nove anelli, e questi, nove,
e non c’è fine.

Con gli anni mi hanno abbandonato
gli altri incantevoli colori
e ora mi restano soltanto
la vaga luce, l’ombra inestricabile
e l’oro dell’inizio.
O tramonti, o tigri, o splendori
dell’epica e del mito
o quell’oro più prezioso, i tuoi capelli
che le mie mani anelano.

L’oro delle tigri di Borgesultima modifica: 2008-02-24T21:10:00+01:00da liviabi
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